PIANIFICAZIONE AZIENDALE
IL BUSINESS PLAN
MASTER BUDGET
E CONTROLLO OPERATIVO
BILANCIO
LO STATO DELL'ARTE
BILANCIO
CIVILISTICO E
BILANCIO
RICLASSIFICATO
IL BILANCIO PREVISIONALE
IL BUSINESS PLAN
Introduzione al Business Plan

Dizionarietto del Business Plan

Punti fondamentali del Business Plan

Conto Economico Scalare

Stato Patrimoniale

Flusso di cassa o cash flow

Performance dell'azienda

Provate a rispondere a queste domande


Introduzione al Business Plan
Il Business Plan è il piano che segnala gli obiettivi sul medio/lungo termine, si esprime in altre parole sul futuro dell’azienda, in termini di strategia, ricavi costi e profitti.
Il Business Plan è un progetto, completo in ogni suo dettaglio, che getta le fondamenta dell’impresa e le garantisce maggiori probabilità di sopravvivenza.

Il Business Plan deve generalmente comprendere un ciclo a medio termine, di solito da uno a tre anni, (dal quale poi disporre i piani operativi), ed un altro a lungo termine che comprenda tutto l'orizzonte strategico.

Il piano a medio termine, centrato sul ciclo più breve, si appoggia sui presupposti di base e sulle previsioni dei ricavi, costi e profitti dei prossimi tre anni ed è più che sufficiente per tracciare un percorso oltre ad essere il più realistico.

Un buon Business Plan fa risparmiare tempo perché ci permette di chiarire dubbi, di evitare errori e di avere le risposte a molti interrogativi. Per esempio:

  • Esiste un vero mercato per i nostri prodotti?
  • Abbiamo capitale sufficiente per finanziare la crescita prevista?
  • Sono giusti i nostri prezzi?
  • Possiamo assumere più personale?
  • Le spese di gestione sono proporzionate al nostro giro d’affari?
  • Le nostre condizioni di vendita rispetto alla concorrenza sono adeguate?
  • Ecc., ecc.

Il "Master Budget" o semplicemente "budget", riguarda invece la guida corrente dell'azienda, e copre generalmente solo il periodo di un anno.


Dizionarietto del Business Plan
Per approntare un Business Plan è utile ricordare che:
  • Gli obiettivi rappresentano ciò che l'organizzazione vuole realizzare.
  • Le politiche sono invece le direttive da seguire nella scelta delle linee d'azione più adatte al raggiungimento degli obiettivi.
  • Una strategia è il complesso delle politiche individuate per il raggiungimento degli obiettivi.
  • Le pietre miliari costituiscono le tappe da superare per raggiungere gli obiettivi; devono indicare le azioni fondamentali da effettuare coerentemente con gli obiettivi prefissati
  • Un piano è efficace, quando ha un padrone, un responsabile. Non bisogna mai programmare da soli senza coinvolgere direttamente chi dovrà poi gestire e partecipare al piano.
  • Il business plan (il piano strategico) senza il budget (il piano operativo) rischia di finire in un cassetto. Oltre al business plan che delinea gli obiettivi di medio/lungo periodo troppo generico, è indispensabile avere un piano operativo dell’anno, particolareggiato, il "Master Budget".


Punti fondamentali del Business Plan
I risultati della gestione sono significativi solo quando sono riferiti a chi è particolarmente interessato al successo di un’azienda. La Direzione, la Proprietà, i Creditori rappresentano gli "attori" principali del funzionamento del business plan e tutti con le loro facoltà sono importanti per il successo dell'impresa.

Il management ha il compito di dirigere l’azienda, gestendo in modo adeguato il capitale investito dai proprietari e finanziatori, assicurando stabilità e ottenendo i risultati attesi. Di conseguenza prende le decisioni che riguardano:
• Gli investimenti in risorse.
• La gestione operativa dell’azienda attraverso l’applicazione e l’uso migliore delle risorse stesse.
• L'appropriato assortimento delle fonti di finanziamento con il quale sostenere l'acquisto delle risorse.

Ogni iniziativa imprenditoriale che non procuri rendimento, rischia la sopravvivenza. Un continuo rendimento consente all’azienda oltre alla sopravvivenza, di rendere l’attività attrattiva per gli investitori e di ricompensarli adeguatamente.

La regola è più semplice di quello che si pensa; se si vuol sopravvivere, si deve sempre ricevere più denaro di quello che si spende. Ecco perché le proiezioni economico-finanziarie sono le fondamenta del business plan e i tre prospetti contabili che le rappresentano sono:

  • Il conto economico
  • Lo stato patrimoniale
  • Il prospetto del flusso dei fondi

Questi schemi di rendiconto, per essere correttamente interpretati e utilizzati nella gestione, vanno predisposti in modo che siano creati dati disponibili, per il confronto di più esercizi, al fine di poter eseguire comparazioni nel tempo e prendere decisioni riguardo ai punti salienti del funzionamento dell’azienda. Si prepara il conto economico scalare e si presenta lo stato patrimoniale, attivo e passivo, in modo tale da rispecchiare chiaramente la composizione del capitale circolante e quello totale investito.

Per valutare l’efficienza e la redditività delle operazioni, oltre che l’uso efficace delle risorse, ci si basa principalmente sull'analisi del conto economico mentre, per l'utilizzo efficiente del capitale, si procede ad un esame comparato del conto economico e dello stato patrimoniale.

La contabilità civilistica e fiscale, non è la più indicata per il controllo direzionale. Bisogna quindi, disporre di una contabilità più analitica, la cui interpretazione permette di facilitare il processo decisionale.

Un manager deve conoscere i criteri principali per utilizzare al meglio le informazioni contenute nella contabilità. E’ opportuno quindi, distinguere i tre prospetti contabili fondamentali nelle loro funzioni e che cosa s’intende per conto economico scalare e stato patrimoniale analitico.


Conto Economico Scalare
Il conto economico riflette le conseguenze sulla performance dell’azienda, che derivano dalle decisioni operative prese durante un esercizio e rappresenta uno schema necessario per evidenziare gli elementi che determinano la variazione del capitale. Il profitto o la perdita aumenta o diminuisce il capitale proprio nello stato patrimoniale.

Il conto economico scalare parte dai ricavi, per arrivare al profitto netto. Il processo è lineare: ai ricavi, è sottratto il costo diretto del venduto (materiale, personale diretto, ecc.), per ottenere il margine lordo o di contribuzione. Il costo diretto del venduto si calcola sommando il costo delle scorte iniziali, più gli acquisti di materiali, più il personale e gli altri costi diretti di trasformazione o processo, sottraendo il costo delle scorte finali. Al margine di contribuzione vengono sottratte: (1) le spese di amministrazione, (2) quelle commerciali o di vendita, (3) quelle di sviluppo o modifica del prodotto, (4) gli ammortamenti non relativi ai costi di trasformazione.

Si ottiene in questo modo il margine operativo. Al margine operativo si sottraggono gli oneri finanziari, (eventualmente si sommano i proventi finanziari se esistenti), e si ottiene così l'utile lordo. Sottratti gli oneri/utili straordinari e le imposte sul reddito, si ha l'utile netto.


Stato Patrimoniale
Lo stato patrimoniale si riferisce ad una data determinata; indica le risorse impiegate dall’impresa e le obbligazioni finanziarie nei confronti di creditori e proprietari. Nello stato patrimoniale il totale attivo investito nell’impresa è esattamente compensato dalle rispettive fonti o passivo. Il passivo rappresenta il finanziamento da creditori esterni e il capitale proprio, in pratica, i fondi corrisposti dai proprietari dell’impresa.

Il metodo della partita doppia, applicato in tutte le operazioni contabili, consiste nell’imputare un importo in "dare" uno uguale e di contrapposto valore in "avere". Questo sistema, secondo cui, per ogni operazione contabile l'importo addebitato deve essere uguale all'importo accreditato, è l'unico che ci fornisce un valido mezzo di controllo sull'accuratezza del lavoro svolto. Per tale motivo, lo stesso sistema, è utilizzato nella stesura dei piani di gestione.

Per ottenere lo stato patrimoniale secondo il metodo analitico, occorre evidenziare la composizione del capitale circolante e quello totale investito.

Esso è formato dalle attività correnti, quelle liquide, che possono essere immediate o differite e le rimanenze d’esercizio o scorte. Nel primo caso costituiscono il denaro in contanti, i crediti verso le banche e titoli a reddito fisso scaduti e da incassare. Nel secondo caso costituiscono gli effetti di valori monetari disponibili presumibilmente entro l’esercizio in corso quali i crediti verso clienti, i crediti diversi, titoli con reddito fisso, i ratei attivi Per un corretto calcolo delle liquidità occorre sottrarre i fondi di svalutazione per presunta inesigibilità dei crediti e per oscillazione dei cambi e titoli a fronte di minusvalenze da realizzo.

Le rimanenze d’esercizio sono separate dalle liquidità differite perché sono in uno stadio anteriore allo stato di liquidità.

Si aggiungono poi le attività fisse come immobilizzi tecnici, i capitali durevolmente investiti per l'acquisizione di cespiti (quali macchinari, attrezzature, fabbricati, mobili d'ufficio, mezzi di trasporto, ecc.), gli immobilizzi immateriali, (per esempio i diritti d'autore, i brevetti ecc.), e si sottraggono i corrispondenti fondi d'ammortamento.

Il Passivo, evidenzia le passività correnti e quelle consolidate. In queste la composizione dei debiti a breve verso fornitori insieme a debiti da finanziamento bancario, ai debiti verso soci, ai ratei passivi. In quelle i debiti a medio e a lungo termine (ossia, i capitali di terzi), i mutui ipotecari e i fondi per spese future come il TFR. Il Passivo si completa con i mezzi propri (o capitale proprio /patrimonio netto); in particolare si distinguono il capitale sociale, le riserve di capitale, le riserve d’utili (quelle legali e straordinarie), gli utili non distribuiti, i contributi in conto capitale.

Le eventuali perdite non coperte devono essere sottratte dal patrimonio netto.

Lo stato patrimoniale è statico, e , come un’istantanea riflette le condizioni del momento in cui è stato redatto. È anche cumulativo, nel senso che rappresenta gli effetti di tutte le scelte e decisioni prese, che corrispondono alle operazioni che si sono verificate e registrate fino a quel momento. Lo stato patrimoniale evidenzia le conseguenze accumulate di decisioni sugli investimenti, gestione corrente e finanziamento nel corso di un esercizio contabile. Gli effetti della gestione corrente, sotto forma di perdite o profitti, si riflettono nella voce a capitale proprio presente nello stato patrimoniale.

Se lo stato patrimoniale raffigura la situazione finanziaria, in pratica lo stato di salute dell’impresa ad una certa data, il conto economico illustra in modo dettagliato come si è arrivati al risultato d’utile o di perdita.


Il flusso di cassa o cash flow
Le decisioni e le scelte dell’azienda oltre a ad avere conseguenze sul conto economico, determinano variazioni nelle attività e passività, in particolare in quelle correnti che compongono il circolante come la cassa, i crediti commerciali, le rimanenze e i debiti verso fornitori

Ricordiamo che per capitale circolante netto s’intende la differenza tra attività correnti e passività correnti.

Il flusso di cassa, chiamato anche "cash-flow" o prospetto di fonti e impieghi, è il conto che mostra le modificazioni in incremento o diminuzione dei fondi, in seguito alle decisioni prese e che si sono registrate nel corso di un esercizio. Il cash-flow descrive il flusso delle risorse finanziarie, riassumendo i fatti rilevanti di un periodo contabile, mettendo in relazione le fonti di finanziamento e l'uso dei fondi. Deriva essenzialmente dall'analisi delle voci attive e passive tra due bilanci successivi.

Per questo è meglio considerare il flusso di cassa come "ciclo del flusso di cassa". Le aziende hanno bisogno d’attività per realizzare le vendite e se queste ultime devono essere aumentate, anche le attività devono aumentare di conseguenza. Le aziende in espansione richiedono nuovi investimenti. Ne consegue che il processo d’espansione può provocare problemi per quanto riguarda il flusso di cassa.

Per la preparazione di un prospetto del flusso di cassa si utilizzano due tipi di voci; i fondi generati dalla gestione caratteristica che sono l'utile netto più gli ammortamenti ; l’uso fondi che si riferiscono ai saldi dei conti dell’attivo , del passivo e del capitale netto. Se per esempio si aumentano le scorte di magazzino, i crediti clienti, gli investimenti o sono intraprese altre attività senza immettere nuovi fondi, queste voci diminuiranno inevitabilmente i fondi generati dalla gestione.

Se invece si aumentano le voci dei debiti (fornitori, altri prestiti, ecc.), si generano in pratica nuovi fondi. Questa semplice equazione spiega il flusso dei fondi o "cash-flow".

Per non indurre in confusione si può affermare che l’utile d’esercizio produce flussi positivi mentre la perdita flussi negativi.

L’incremento delle attività assorbe risorse procurando flussi negativi. Al contrario la riduzione delle attività, rende disponibili nuove risorse e produce flussi positivi.

L’aumento delle passività dà origine a flussi positivi perché incrementa le risorse, mentre la diminuzione delle stesse avviene assorbendo le risorse provocando flussi negativi.

La locuzione "cash-flow" si usa, certe volte, come flusso di tesoreria o monetario inteso come previsione di cassa. In tale caso si registrano le entrate ed esborsi monetari per pianificare meglio le eccedenze o trovare per tempo i fabbisogni finanziari.

La voce anglosassone "cash-flow" nel nostro caso va interpretata come flusso di fondi, tale come nel linguaggio tecnico contabile originale in inglese.


La performance dell’azienda
La performance di un’azienda è il risultato di molte singole decisioni prese in continuazione dal management. La valutazione della performance si effettua analizzando gli effetti economici e finanziari di tali decisioni.

I prospetti di bilancio civilistico —fiscale, anche quelli più analitici, sono di modesto aiuto finché non sono ordinati, analizzati e interpretati secondo l’approccio gestionale.

I rapporti se correttamente classificati, sono utili per rilevare problemi e opportunità di gestione, per ricavare tutte quelle informazioni necessarie al management aziendale per condurre e dirigere l’azienda.

Con l’uso corretto degli strumenti contabili a nostra disposizione a supporto dell’analisi, con un approccio orientato al "problem solving", dobbiamo porci l’obiettivo d’analizzare le conseguenze di decisioni prese in passato (o che si pensa di prendere), relative alle attività d’investimento, di finanziamento e di gestione corrente. È questa una fase di lavoro propedeutica che prepara il management alla formulazione del business plan.


Provate a rispondere a queste domande
Che cos’è il conto economico scalare?
  1. Che cos’è il flusso di cassa o cash-flow?
  2. Cosa si deve fare per ottenere un prospetto analitico dello stato patrimoniale?
  3. Quali sono gli strumenti contabili fondamentali che servono a valutare la performance aziendale?
  4. Qual è lo strumento contabile per stabilire il grado d’efficacia dell’uso delle risorse?
  5. Qual è lo strumento contabile per valutare l’efficienza del capitale?



           

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