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RICLASSIFICATO
IL BILANCIO PREVISIONALE
BILANCIO CIVILISTICO E BILANCIO RICLASSIFICATO
La riclassificazione del bilancio

Riclassificazione secondo Pertinenza Gestionale

Riclassificazione secondo Liquidità - Esigibilità

Le riclassificazioni del Conto economico

La riclassificazione a "Valore aggiunto"

La riclassificazione a “Margine industriale o costo del venduto”

La riclassificazione a “ Margine di contribuzione”

La riclassificazione a “ Margine commerciale”

La lettura del bilancio riclassificato

Il Rendiconto finanziario

Gli indici di bilancio

Provate a rispondere a queste domande


La riclassificazione del bilancio
Lo schema di bilancio attualmente utilizzato nell'Unione Europea non soddisfa interamente le esigenze degli analisti. E' necessario riesporre i dati del bilancio, occorre cioè riclassificarlo.

Le riclassificazioni sono utili per porre in luce gli aspetti salienti della gestione e per rendere immediatamente evidenti i cambiamenti che si manifestano in alcune variabili considerate fondamentali. Il tipo di riclassificazione prescelta dipende dagli obiettivi dell'analista.

I tipi di riclassificazione

Le riclassificazioni più comuni dello Stato Patrimoniale sono due: Pertinenza Gestionale e Liquidità – Esigibilità


Riclassificazione secondo Pertinenza Gestionale

L’ obiettivo di questa riclassificazione è di porre in evidenza le scelte di investimento e finanziamento, di collegare le poste dell'attivo al reddito ad esse pertinente, e quelle del passivo ai diversi tipi di costo del capitale che caratterizzano le diverse fonti. In particolare osserviamo che le Passività della gestione corrente (fornitori etc.) non sono di norma remunerate con una forma esplicita di interesse, ma il loro costo è compreso nel prezzo delle prestazioni effettuate.

La riclassificazione secondo Pertinenza Gestionale riespone le poste dell'attivo distinguendo le Attività (investimenti) che sono legate alla attività tipica (caratteristica) dell'impresa dalle Attività che invece sono da considerare accessorie (tipicamente immobiliari e finanziarie) che vengono appunto dette Attività accessorie. Le prime vengono definite invece Attività caratteristiche.

Le attività caratteristiche sono poi suddivise in due categorie:

  • Attività estranee alla gestione corrente che sono le attività (investimenti) necessarie per svolgere più cicli produttivi (tipicamente macchine, immobili etc.)
  • Attività della gestione corrente. che rappresentano gli investimenti legati al ciclo di acquisto - trasformazione - vendita che continuamente si manifesta nell'impresa in funzionamento (crediti verso clienti, scorte di magazzino etc.)..

Gli investimenti della gestione caratteristica dovranno contribuire a generare Reddito Operativo, mentre quelle delle gestioni accessorie genereranno interessi attivi, affitti attivi etc.

Le poste del passivo (fonti di finanziamento) sono classificate in base al tipo di finanziamento ottenuto , e in base al rapporto contrattuale e di mercato che ha reso disponibili i capitali.
Si distinguono:

  • il Capitale netto, ottenuto dai soci - azionisti.
  • le Passività estranee alla gestione corrente, prevalentemente capitali finanziari ottenuti a titolo di prestito da banche, obbligazionisti etc.
  • l'autofinanziamento ottenuto con Accantonamenti a fondi rischi e spese future (di cui il Fondo TFR è un vero e proprio debito verso i dipendenti )
  • le Passività della gestione corrente, che sorgono prevalentemente in relazione ad attività operative e rappresentano debiti per prestazioni non ancora pagate ai fornitori, imposte da liquidare etc.


Riclassificazione secondo Liquidità - Esigibilità
L’Obiettivo di questa riclassificazione è quello di verificare la coerenza fra le scelte di investimento e le caratteristiche del capitale raccolto per finanziarlo. Il confronto fra tipo di investimento (più o meno facilmente smobilizzabile) e struttura di finanziamento (più o meno rapidamente esigibile) mette in evidenza l'equilibrio finanziario aziendale, fornendo in particolare ai creditori indicazioni sulla adeguatezza delle politiche di gestione dell'impresa.

Nella riclassificazione secondo liquidità – esigibilità si classificano gli investimenti in base al grado (crescente) di liquidità. Si distinguono:
  • le Attività immobilizzate che comprendono tutti gli investimenti che si presume non siano liquidabili entro un esercizio amministrativo, e sono quindi per lungo tempo destinati a permanere nell'impresa;
  • le Attività correnti sono invece quelle che si presume presentino maggiore liquidità e possono essere liquidate in breve tempo. Di queste il magazzino è considerato il meno liquido, seguono i crediti e quindi ovviamente i capitali liquidi (cassa etc.).

Le passività nelle forme di diverse di finanziamento sono rappresentate anch'esse in ordine crescente di esigibilità. Si distinguono:

  • Capitale netto
  • Debiti consolidati (a medio - lungo termine).
  • Fondi accantonati
  • Passività correnti


Le riclassificazioni del Conto economico
Le riclassificazioni del Conto economico si differenziano in particolare nella parte che mette in evidenza il processo di formazione del Reddito operativo.
La riclassificazione è scalare e parte dai ricavi lordi ai quali sono sottratte differenti classi di costo in base agli obiettivi di analisi che si vogliono raggiungere.

I sistemi di riclassificazione più utilizzati sono :
  • Valore aggiunto
  • Margine industriale o costo del venduto
  • Margine di contribuzione
  • Margine commerciale


La riclassificazione a "Valore aggiunto"
La prima posta è rappresentata dalle Vendite da cui, sottraendo i costi sostenuti nei confronti di fornitori di beni e servizi si ottiene il Valore aggiunto. Il Valore aggiunto è il reddito lordo generato dalla gestione, la cui funzione è quella di recuperare il capitale fisico consumato (mediante il processo di ammortamento), di remunerare i lavoratori, i portatori di capitale di credito, lo Stato, i portatori di capitale di rischio.

Sottraendo al Valore Aggiunto il costo del lavoro si ottiene il Margine operativo lordo, ovvero il flusso di cassa potenziale della gestione operativa. Sottraendo dal Margine Operativo Lordo detto anche MOL , gli ammortamenti e accantonamenti si ottiene il Reddito operativo (detto anche Margine operativo netto). Sottraendo gli oneri finanziari e considerando alcuni altri costi/ricavi normalmente presenti nella gestione aziendale si ottiene il Reddito della gestione ordinaria. Da questo vengono sottratti/sommati gli oneri e proventi straordinari definendo il Reddito ante imposte da cui, togliendo le imposte, si ottiene residualmente il Risultato d'esercizio.


La riclassificazione a “Margine industriale o costo del venduto”
In questo caso si riespongono le classi di costo per destinazione distinguendo i costi della gestione operativa relativamente alle aree funzionali principali: la produzione industriale, l’area commerciale e quella amministrativa. Il Margine industriale si ricava deducendo dai ricavi il costo della produzione (il costo del venduto) e rappresenta il contributo della produzione alla formazione del reddito. Tale sistema di riclassificazione permette di mettere in evidenza anche gli altri costi aziendali qui individuati sinteticamente nelle altre due aree funzionali dell’azienda, quella commerciale e quella amministrativa. Da cui il metodo scalare per giungere al Margine operativo netto.


La riclassificazione a “ Margine di contribuzione”
Questo tipo di riclassificazione evidenzia il contributo alla formazione del reddito delle vendite o meglio delle diverse aree di mercato servite dall’azienda . Tale tecnica può essere utile per le aziende che hanno prodotti a marchio e sono presenti su più mercati e più canali distributivi di cui si vuole gestire la redditività in relazione al volume del venduto. Il margine di contribuzione si ottiene deducendo dai ricavi tutti i costi variabili, escludendo quindi gli ammortamenti, i costi generali e tutti i costi fissi dell’azienda.


La riclassificazione a “ Margine commerciale”
La tecnica di riclassificazione a margine commerciale lordo è utile per le imprese commerciali che non producono, ma che acquistano merce per poi rivenderla senza apportare alcuna trasformazione. Il margine commerciale lordo si ottiene deducendo dai ricavi il costo della merce effettivamente venduta (che rappresenta un’altra forma di costo del venduto rispetto al prodotto industriale).


La lettura del bilancio riclassificato
La lettura del bilancio riclassificato si deve svolgere come segue:
  1. Analizzare i dati del conto economico dalle vendite al Reddito Operativo, per comprendere quale è stato il processo di generazione di valore, la sua distribuzione al fattore lavoro e l'accantonamento per il recupero del logorio fisico del capitale. Il reddito operativo è quanto resta per remunerare il capitale e lo Stato.

  2. Analizzare la struttura dell'investimento nell'attività caratteristica riportato nello Stato Patrimoniale per comprendere le caratteristiche quantitative e qualitative dei capitali impiegati nell'impresa. Il capitale impiegato deve consentire, unitamente agli altri fattori, la realizzazione di un adeguato Reddito Operativo.

  3. Analizzare la struttura del finanziamento necessaria per sostenere l'impiego di capitali già visto, per comprendere quale è la strategia finanziaria dell'impresa, il grado di capitalizzazione rispetto al totale dei fondi ottenuti, e quindi le diverse forme di remunerazione che l'impresa dovrà riconoscere ai portatori di capitale.

  4. Analizzare la parte "bassa" del conto economico per comprendere quale è il carico di oneri finanziari indotto dalle scelte di finanziamento, quale è il carico di imposta ed infine il risultato netto che rappresenta la remunerazione del capitale investito dai proprietari.

Vi sono nel conto economico e nello stato patrimoniale poste che non vengono direttamente considerate in questo schema di analisi. Si tratta di redditi e di investimenti legati alla attività extra-caratteristica, o di natura straordinaria. Di essi si terrà conto a parte.

Il processo di analisi sopra riportato tende a porre in evidenza la relazione esistente fra attività operativa, fabbisogno di investimenti, forme di finanziamento, costo che tali forme di finanziamento implicano e che deve essere sostenuto attingendo al reddito generato dall'investimento stesso (il reddito operativo).

Il bilancio riclassificato secondo lo schema di pertinenza gestionale si presta molto efficacemente a questo scopo. Una chiave di lettura di questo tipo è comunque possibile anche utilizzando i dati della riclassificazione secondo lo schema di liquidità-esigibilità, purchè non vi siano investimenti di natura extra-caratteristica, o siano di rilevanza non significativa.


Il Rendiconto finanziario
Il Rendiconto è un prospetto che mette in evidenza gli impieghi e le fonti di capitale che l'impresa ha posto in essere nel periodo preso in esame.
Si tratta di un’ informazione fondamentale per comprendere le scelte gestionali dell'impresa e valutarne l’adeguatezza e le conseguenze su possibili futuri sviluppi dell'attività. Il risultato di rendiconto è rappresentato dall’insieme dei flussi finanziari suddivisi in:
  • flussi della gestione economica, a loro volta distinti tra quelli della gestione operativa, finanziaria, accessoria e fiscale
  • flussi di distribuzione del risultato di esercizio
  • flussi di investimento
  • flussi di finanziamento

Il criterio che presiede alle diverse categorie di flussi, è quello di definire da quali gestioni derivano i flussi finanziari positivi (le fonti ) e quelli negativi (gli impieghi ) che hanno interessato l’impresa in un determinato esercizio. Per cui bisogna comprendere quali sono le fonti e gli impieghi di liquidità dell’impresa. Le fonti e gli impieghi vengono sia dal Conto Economico sia dalle attività di investimento e di disinvestimento ( quindi dallo Stato Patrimoniale).

La fonte principale è la gestione economica, di cui il Margine Operativo Lordo è il flusso di cassa potenziale generato dalla gestione operativa e il Cash-Flow è il flusso di cassa potenziale generato dall’intera gestione aziendale.

Il MOL rappresenta la differenza tra ricavi e costi monetari complessivi della gestione operativa, mentre il Cash-Flow costituisce la differenza tra i ricavi e i costi monetari complessivi dell’intera gestione aziendale.

L’analisi della dinamica finanziaria se ha come punto di partenza il MOL, richiede che siano evidenziati anche gli altri eventuali contributi delle altre gestioni in modo che si comprendano meglio le cause e gli effetti delle scelte aziendali.

Le altre fonti che contribuiscono ai flussi finanziari positivi derivano da processi di disinvestimento o processi di finanziamento.

Gli impieghi di liquidità riguardano invece processi di investimento o di rimborso dei debiti e/o di distribuzione di patrimonio netto. Si tratta cioè di flussi finanziari in uscita.

La regola da seguire per il calcolo delle fonti e degli impieghi in seguito ad operazioni riportate nello Stato Patrimoniale è il seguente:

  • si “producono” fonti, quando si hanno diminuzioni di attività o aumento di passività;
  • si “ producono” impieghi, quando si hanno aumenti di attività o diminuzioni di passività


Gli indici di bilancio
Gli indici di bilancio sono un antico strumento di analisi che intende porre in evidenza alcuni aspetti della performance aziendale ricorrendo a raffronti fra poste diverse del Conto Economico e dello Stato Patrimoniale.
Si distinguono gli indici di efficienza, di redditività e di struttura.
Gli indici di efficienza tendono a porre in luce il rapporto fra risorse impiegate (lavoro e capitale) e risultati ottenuti (reddito operativo, valore aggiunto etc.). Gli indici di redditività pongono in luce la redditività operativa del capitale impiegato nella gestione caratteristica (ROI) e quella del capitale investito dai soci (ROE).
Vi sono poi alcuni altri indicatori che mettono in evidenza caratteristiche particolari della capacità reddituale dell'impresa. Gli indici di struttura pongono in luce le relazioni fra tipo di investimento e forma di finanziamento, in particolare per quanto attiene alle attività e passività della gestione corrente. Pongono anche in luce le caratteristiche di "durata" dei crediti commerciali, del magazzino, dei debiti commerciali.


Provate a rispondere a queste domande
  1. A che cosa serve la riclassificazione del bilancio ?

  2. Quale è l’obiettivo della riclassificazione secondo Pertinenza Gestionale ?

  3. Come si suddividono le attività caratteristiche ?
  4. Quali sono le fonti di finanziamento ?

  5. Quale è l’obiettivo della riclassificazione secondo Liquidità – Esigibilità ?

  6. Quale è il criterio di riclassificazione secondo Liquidità – Esigibilità ?

  7. Quali sono le forme diverse di finanziamento ?

  8. Che cosa mettono in evidenza le diverse riclassificazioni di Conto Economico ?

  9. Provate a individuare la riclassificazione più adeguata alla vostra attività aziendale

  10. Come si procede alla lettura del bilancio riclassificato ?

  11. Che cosa è il rendiconto finanziario ?

  12. Quali sono le regole da seguire per il calcolo delle fonti e degli impieghi ?

  13. Quanti tipi di flussi di cassa si conoscono ?

  14. A che cosa servono gli indici di bilancio ?

  15. Quali tipi di indici di bilancio si distinguono ?



           

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